6 Aprile 2009 - 31 Dicembre 2010
L’Arte dentro
Laboratorio
Attività per: Tutti
Lezioni di Archeobotanica rivolte agli ospiti della Casa di Reclusione di Rebibbia
La qualità artistica e didattica degli incontri settimanali di archeobotanica hanno il fine di avvicinare i partecipanti all’ecologia culturale come riferimento costante ed armonioso nei materiali vegetali presenti nell’arte, nonché all’analisi delle iconografie vegetali nell’archeologia, alla dendrocronologia per la datazione e lo studio dei reperti lignei, come pure alla fitoiconologia per il riconoscimento e l’interpretazione delle rappresentazioni artistiche romane. Beni artistici inviolabili e da proteggere in termini di responsabilità e partecipazione personale perché patrimonio dell’intera Umanità.
Il territorio dove sorge la Casa di Reclusione Rebibbia è ben ricco di luoghi di interesse naturalistico e storico archeologico. Confinano con l’Istituto sia il Parco Regionale Urbano di Aguzzano che la Riserva Naturale della Valle dell'Aniene. All'interno di questi due parchi, oltre alle numerose specie di flora e fauna, i resti di un notevole numero di ville rustiche e residenziali costruite in epoca romana lungo le sponde dell'Aniene come Villa di Via Tilli, Villa di Ripa Mammea et altre, ponti romani come Ponte Mammolo e Ponte Nomentano, torri medievali tra cui la Torre di Rebibbia, casali rinascimentali come Casal de' Pazzi e Casale della Cervelletta come pure giacimenti pleistocenici con abbondanti resti faunistici e antropici tanto che quello di Rebibbia Casal de' Pazzi è stato musealizzato. La forte corrispondenza fra botanica e archeologia nel territorio come indicatore di attività umane è offerta proprio dal fiume Aniene, che sin dalla preistoria ha costituito un ambiente favorevole agli insediamenti per l'approvvigionamento idrico ed alimentare oltre che come via di comunicazione e di trasporto. In contesti archeologici protostorici e storici nel territorio di Roma si rinvengono sempre più spesso strutture conservative che documentano la presenza di micro e macroresti vegetali, testimonianza della vegetazione del passato fortemente presente nell’area urbana e suburbana ma soprattutto prezioso archivio di dati archeobotanici utili per :
1.interpretare l’origine e diffusione dell’agricoltura, la selezione delle piante selvatiche e coltivate e l’evoluzione delle abitudini alimentari a Roma.
2.per delineare aspetti tecnologici dell’utilizzazione del legno in strutture abitative, manufatti e attività domestiche ed artigianali.
3.per individuare specie vegetali utilizzate a scopo ornamentale in giardini, ville, templi, contesti funerari ed in connessione con attività cultuali.
Le ricerche archeobotaniche sono da sempre eseguite in regime di collaborazione con varie Soprintendenze e risultano di estremo interesse nel campo della ricostruzione e della modificazione del paesaggio urbano e suburbano di Roma.
Un passaggio dei saperi archeologici e botanici da operatori - un’archeologa ed un botanico - a gruppo partecipante per una cultura alla collaborazione verso uno sviluppo all’affezione al patrimonio artistico di tipo motivazionale, relazionale e d’identità con il territorio natale od ospite. Uno stimolo al senso di appartenenza alla società civile esterna al carcere con la quale si tornerà a fine pena a condivide l’immensa proprietà collettiva museale tanto inalienabile quanto da custodire.


