Joseph Pace (Filtranisme)

da 12/01/15 a 28/01/15

Museo Fondazione Venanzo Crocetti

L’esposizione, a cura di Pascale Brisson, è dedicata all’artista Joseph Pacealle e alle sperimentazioni sulle nuove possibilità dell’arte, dalle incisioni elaborate al computer alla tecnica delle sculture di gioielli.

Presentate più di quaranta tra sculture, assemblaggi, dipinti e grandi incisioni elaborate al computer, provenienti da musei e collezioni private di tutto il mondo.

Ispirato da fonti diverse quali la moda, la storia, la musica elettronica e le arti decorative, Joseph Pace utilizza tecniche diverse (come la pittura, la scultura, le incisioni elaborate al computer e, in questo caso, la scultura-assemblaggio di bijou della serie “MIDAS”), influenzato dall’iconografia della società di massa, dalla filosofia e dalla psicanalisi. Il suo lavoro si colloca in un percorso artistico e intellettuale attraverso cui l’artista reinterpreta le nostre più profonde realtà psichiche.
 
Ha scritto di lui Mariastella Margozzi: “Pace, è  uno dei maggiori esponenti del filtranisme, la corrente filosofica e artistica neo-esistenzialista che egli fonda a Parigi nella metà degli anni ’80. Come è stato per l’esistenzialismo di Sartre e di Camus, anche il filtranisme si esprime artisticamente attraverso l’opera di Joseph Pace“.

Note biografiche
Joseph Pace (1959, Morbegno, Sondrio) si forma in Africa nello Zaire, è laureato in sociologia alla Sapienza, si perfeziona in lingue e letteratura alla Sorbonne, ha un master e una specializzazione in psicoterapia. Autodidatta, espone dal 1980 eminentemente per fini culturali. Le sue opere fanno parte nel mondo di importanti collezioni pubbliche.
Pittore, scultore, incisore, è uno dei più importanti, influenti e eruditi artisti del momento. Con la sua opera, dona un nuovo contenuto al significato che l’arte può assumere in un periodo dominato dalla cultura dell’immagine. Le recenti sculture di gioielli della serie MIDAS, i dipinti come le grandi incisioni elaborate al computer, dal forte carico emotivo, trattano temi quali l’edonismo tragico, la precarietà e l’impermanenza della vita, delle cose e dei fenomeni. Il suo lavoro, è stato stato presentato recentemente al Museo Boncompagni Ludovisi (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dicembre 2014 – gennaio 2015), al Museu Afro Brasil di São Paulo (giugno-novembre 2014), all’Ambasciata d’Italia a Brasilia (giugno-ottobre 2013), al Museo Diocesano di Amalfi (giugno-luglio 2012), al CRC di São Paulo (marzo 2012), a Forte Sangallo di Nettuno (luglio 2011), al Teatro Municipal de Jaguariuna (maggio 2011), al CRC de São Paulo (maggio 2010), al Museu de Arte do Parlamento de São Paulo (luglio 2010).


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