Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo

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Ai Musei Capitolini la più grande esposizione sull’arte messicana in Europa negli ultimi decenni, la prima realizzata in Italia su Diego Rivera.

Attraverso oltre 160 opere tra dipinti, disegni, fotografie e bozzetti provenienti dai più prestigiosi musei pubblici e collezioni private, il progetto espositivo intende evidenziare come le influenze internazionali siano state assorbite e trasformate per mettere in risalto i valori culturali originari. Rivera e gli artisti messicani a lui contemporanei reinterpretarono elementi esterni da una prospettiva nazionale, generando una produzione artistica radicata nel locale che diede origine a un’arte con una propria identità. Questa capacità di assimilazione e trasformazione illustra il sincretismo caratteristico del Messico, dove tradizioni, rotture e meticciato interagiscono per proiettare un’identità visiva autentica e complessa. Innovative ricostruzioni digitali completeranno il percorso espositivo.

Oltre a Diego Rivera, importante la presenza di Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo e ancora Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr Atl, Saturnino Herrán e tanti altri, tra cui ricordiamo anche Tina Modotti con due suggestive fotografie di Diego Rivera al lavoro.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina, l’esposizione è prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Associazione Culturale e con il Museo Kaluz di Città del Messico, con il patrocinio dell’INBAL, Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico. A cura di Miguel Fernández Félix (direttore del Museo Kaluz) e Alberto González Torres.