States of Uncertain Domesticities

  • thumb image

Mostra internazionale e itinerante che, dopo Berlino e Brno, approda a Roma con un nuovo allestimento dedicato al tema della casa e dell’abitare, affrontato da una prospettiva femminista, politica e sociale.

Il progetto nasce dall’interrogativo su cosa significhi oggi sentirsi a casa e se sia ancora possibile, in un’epoca segnata da migrazioni, crisi ambientali, trasformazioni sociali e precarietà, considerare la dimensione domestica come un luogo di protezione, identità e appartenenza. Ispirandosi alle riflessioni di Gaston Bachelard ed Emanuele Coccia, la mostra affronta il tema dell’abitare come esperienza fisica, emotiva, culturale e politica dove la casa non è soltanto uno spazio architettonico, ma luogo della memoria, delle relazioni, della cura e della costruzione dell’identità. Un importante riferimento del progetto è Womanhouse (1972), la storica mostra ideata da Judy Chicago e Miriam Schapiro, che per la prima volta ha affrontato il tema della casa da una prospettiva femminista, mettendolo in relazione con il ruolo sociale della donna e con il lavoro domestico e di cura.

Attraverso linguaggi poetici, critici e talvolta ironici, le opere selezionate conducono il visitatore dal microcosmo della casa alle grandi questioni sociali e politiche del presente, offrendo una riflessione sull’abitare contemporaneo nelle sue molteplici declinazioni. I lavori esposti esplorano la casa come rifugio e come corpo, il rapporto con la maternità e il lavoro di cura, la violenza domestica, la perdita della casa causata da guerre, migrazioni e disastri ambientali, fino ai temi della gentrificazione e della sostenibilità dell’abitare. Il percorso invita inoltre a riflettere sulla Terra come casa comune e sulla responsabilità collettiva nei confronti del pianeta.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dal Comitato Roma Radici in collaborazione con l’Institut für Auslandsbeziehungen (IFA) di Germania, l’Accademia di Belle Arti di Roma, la Casa Internazionale delle Donne di Roma e il museo House of Arts di Brno. Con il sostegno della Galleria Emmeotto di Roma, del museo di Haus. Kunst. Mitte. di Berlino e delle Residenze di Artisti Qwatz di Roma, e con il libero patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e di Altritalia Ambiente. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese
Dal 19 settembre all’8 novembre 2026
www.museocarlobilotti.it