Per la prima volta a Roma dopo trecento anni una selezione di capolavori del disegno architettonico europeo del XVIII secolo. In mostra al Museo Napoleonico un nucleo di disegni e bozzetti realizzati da artisti italiani e sassoni, presenti nella raccolta scientifica del Landesamt für Denkmalpflege Sachsen.
Alla metà del XVIII secolo Dresda – la capitale della Sassonia diventata famosa come la “Firenze sull’Elba” per la ricchezza dei suoi tesori artistici – divenne uno dei principali centri della cultura italiana a nord delle Alpi, sotto il regno del principe elettore Friedrich August II (re di Polonia con il nome di August III), e della consorte Maria Giuseppa. Appassionati dell’Italia e dell’“opera seria”, i reali non si limitarono a collezionare capolavori della pittura italiana, come quelli di Raffaello, Correggio, Giorgione o Tiziano, ma attrassero a Dresda numerosi maestri del Bel Paese, tra compositori, cantanti, strumentisti, poeti, scenografi e architetti teatrali.
L’intensa vita culturale alla corte cattolica, nella diaspora della Sassonia protestante, fu promossa in modo determinante anche dai gesuiti italiani. Simbolo di questa stagione della Controriforma è la cattedrale della Santissima Trinità, inaugurata nel 1751 su progetto dell’architetto italiano Gaetano Chiaveri e considerata “l’edificio più romano a nord delle Alpi”. Nonostante i danni subiti nel 1945, il monumento caratterizza ancora oggi il panorama urbano di Dresda, mentre molti degli artisti e degli artigiani italiani che hanno contribuito alla sua realizzazione hanno lasciato la loro impronta anche in altre località attorno a Dresda e in Sassonia.
La corte di August III attirò inoltre pittori, stuccatori, musicisti, ballerini e imprenditori teatrali provenienti dall’Italia, attirati dallo splendore dell’“Età Augustea”. Tra questi spicca il pittore di corte Bernardo Bellotto detto Canaletto, originario di Venezia, le cui magnifiche vedute tramandano in modo unico l’aspetto della città di quel tempo. Parallelamente, studiosi, pittori e architetti di Dresda intrapresero viaggi di studio nel Sud, anche di lunga durata, riportando in patria le loro impressioni.
Il percorso espositivo attinge alla raccolta scientifica del Landesamt für Denkmalpflege Sachsen, che conserva numerose testimonianze di questi scambi culturali, tra cui capolavori del disegno architettonico europeo del XVIII secolo. La mostra propone una selezione di disegni e bozzetti architettonici, offrendo uno spaccato di quell’epoca straordinariamente feconda sotto l’aspetto culturale, alla quale Dresda deve in primo luogo la sua fama, che perdura ancora oggi, di città dell’arte e della musica.
www.museonapoleonico.it

