Le false confidenze è un testo che rasenta la perfezione, a volte capita che nella drammaturgia
di un autore ci sia un’opera che abbia un raro e felice equilibrio. Un giovane inganna una
vedova, per avere il suo cuore e le sue ricchezze, ma in fondo ne è sinceramente innamorato.
Un servo mette su un tranello mossodalgusto unpo’ sadicodifar crollare una austera e molto
razionale signora, montando un confronto amoroso del quale vorrebbe in fondo essere uno
dei protagonisti e non solo il burattinaio. Poi vi è una signora in vedovanza che non vuole
riconoscere quanto ancora la vita ha da offrirle, e quanto dovrà compromettersi sotto l’influsso
dell’amore. Ma tutti i personaggi di questa meravigliosa, e davvero contemporanea
commedia, si muovono tra il loro sé e la propria rappresentazione: come in un ritratto, per
l’appunto. Un gioco sottile e ambiguo tra il falso (le confidenze) e il vero (il cuore), in cui può
accadere di incominciare a innamorarsi senza accorgersene.

