IL VIAGGIO DI FRANCESCO – 3 e 4 ottobre – TEATRO QUIRINO

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Un ritratto intimo e potentemente umano del Santo di Assisi

San Francesco d’Assisi muore dopo i Vespri di sabato 3 ottobre e viene sepolto domenica 4 ottobre 1226, ed esattamente ottocento anni dopo, proprio negli stessi giorni della settimana, sabato 3 ottobre e domenica 4 ottobre 2026, lo spettacolo, Il Viaggio di Francesco scritto e diretto da Pino Quartullo, verrà rappresentato al Teatro Quirino di Roma.

Drammaturgia e regia di Pino Quartullo. Adattando liberamente il romanzo di Eloi Leclerc La sapienza di un povero, con apporti dal libro La ferita, la letizia di Davide Rondoni (Fazi Editore), dal racconto del giovane poeta Gabriele Galloni (L’ultima notte di Francesco), dalle Fonti Francescane e con la consulenza di Fra Simone Castaldi, il regista crea uno spettacolo che offre un ritratto inedito del Santo, distaccandosi dagli stereotipi e concentrandosi sulla fragilità di Francesco d’Assisi, evidenziando il suo modo di vivere la fede, a volte estremo e sorprendente: un insieme di purezza e bontà, forza e impeto.

Lo spettacolo descrive il protagonista di ritorno dalla Terra Santa, dove si è recato per cercare di creare un ponte pacifico tra le varie religioni, ma il gruppo iniziale di compagni, diventato un ordine di migliaia di frati, ora fatica a vedere Francesco come loro riferimento carismatico, anche per l’eccessiva severità della Regola da lui stesso imposta. E così il Santo, piegato dalla malattia che da lì a poco lo porterà alla morte, si ritira con pochi frati su di un eremo nascosto tra le asperità dei monti della Verna per ritrovare il silenzio e la vicinanza a Dio, un’esperienza di buio della fede che raramente si racconta e poco si conosce. Francesco entra in contatto con una natura che spera sia più generosa, fino ad arrivare al momento del dolore della croce, attraverso le stimmate, che lo porteranno alla creazione del Cantico delle Creature (ufficialmente riconosciuto come prima opera letteraria in lingua volgare italiana). È il momento del dubbio dell’uomo: quello di aver frainteso quell’ insopportabile silenzio di Dio.

La figura di San Francesco ha una doppia valenza, capace di emozionare sia in ambito religioso i credenti, che di coinvolgere emotivamente il pubblico teatrale, essendo una figura molto potente piena di slanci umani, contraddizioni e profondità ineguagliabili che nulla ha da invidiare ai grandi personaggi del teatro.

Lo spettacolo nasce come progetto speciale del Ministero della Cultura nel 2024, gode del patrocinio del Comitato nazionale San Francesco 1226-2026 (per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi), oltre al patrocinio del Giubileo 2025.
La forza dell’eredità di San Francesco d’Assisi è evidente in molti aspetti della società moderna. Il suo messaggio di pace e riconciliazione continua a ispirare chiunque si sforzi per risolvere i conflitti globali. La sua visione ecologica, molto prima che diventasse un argomento di attualità, lo rende un modello per la cura della Terra e di tutte le sue creature. Il suo retaggio di umiltà e amore continua a ispirare le generazioni presenti e future, rendendolo così importante otto secoli dopo. San Francesco è stato ed è un faro di speranza e umanità in un mondo mai come oggi afflitto da divisioni e conflitti.

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